Il Piano di Zona parte da una “fotografia” dell’esistente e diventa, nel lavoro della concertazione, un “trittico”, “dipinto con cura; a più mani, ma armonioso nell’insieme”. L’immagine  è calzante e molto comprensibile. Per un verso, il Piano di Zona, in quanto tale, verifica, periodicamente, a ogni triennalità, il contesto sociale, monitorando esigenze, casi, valori da promuovere, tendenze, fenomeni. Per altro verso, fornisce risposte, ovvero servizi e iniziative – chiamate Azioni – in grado di rafforzare e mettere in rete quanto già fornito dalle pubbliche amministrazioni e dal privato sociale.

Il Piano di Zona della I Triennalità è stato caratterizzato da obiettivi precisi, che si possono sintetizzare così: personalizzazione degli interventi, adozione sociale, centralità della famiglia; servizio concreto ma teso alla promozione della persona; cura della qualità (integrazione socio-sanitaria, lavoro in rete, formazione, verifica corale), crescita di una comunità inclusiva e partecipe. Inoltre con una particolare attenzione al problema del lavoro (almeno sul piano promozionale) e con il tavolo per una pace attiva, l’orizzonte è stato allargato appunto per realizzare al meglio l’opportunità rappresentata dal Piano.

Oggi è in corso la II Triennalità. La relazione sociale posta alla base del Piano ha registrato “i bisogni crescenti, molteplici e complessi” che “esigono una corale e maggiore attenzione, qualificata dall’essere centrata sulla promozione-relazione delle persone e volta al territorio, quindi essere accanto laddove la gente vive e non solo attraverso la promozione di servizi”. Da un’analisi dei bisogni tramite focus-group (aree tematiche) ragionata e guidata attraverso un questionario a domande aperte costruito ad hoc in merito alla rilevazione dei bisogni, del fabbisogno di servizi e delle ipotesi progettuali sono emersi: crescita di richieste di aiuto economico (e a chiedere sono soprattutto le donne), mancanza di lavoro (soprattutto nelle fasce cosiddette deboli), bisogni relazionali, bisogni dei minori che risentono dell’assenza di genitori (causa lavoro o causa problemi di vario tipo), bisogno degli anziani (anche relativi ad assistenza socio-sanitaria), bisogni dei disabili (con riguardo anche alla socializzazione). “Tutti i bisogni che emergono sopra ruotano attorno ad un nucleo fondamentale della nostra società: la famiglia”. Così che la conclusione chiara e netta è che “ciò che è bene per la famiglia è bene per tutto il Distretto”. Da questa analisi sono dunque partite le progettazioni delle singole Azioni. Molte Azioni sono state avviate (vedi di seguito). Le restanti verranno via via avviate (e ne sarà data puntuale comunicazione).

TERZA TRIENNALITA’ 

SECONDA TRIENNALITA’ 

PRIMA TRIENNALITA’